Valutazione dell’apporto alimentare di 10 edulcoranti intensi sulla popolazione italiana

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Autore(i): Donne CL, Mistura L, Goscinny S, Janvier S, Cuypers K, D'Addezio L, Sette S, Catasta G, Ferrari M, Piccinelli R, Van Loco J, Turrini A
Publication name: Food and Chemical Toxicology, 2017; 102: 186e197
Publication year: 2017

Abstract

Lo scopo del presente studio era di monitorare il consumo di alimenti contenenti edulcoranti intensi presenti sul mercato alimentare italiano e di studiare se la popolazione generale italiana (invecchiato & gt; 3 – 65 +) era a rischio di superare la dose giornaliera accettabile (DGA) di 10 edulcoranti intensi. Un sondaggio di etichetta di cibo è stato eseguito a Roma (Italia), utilizzando dati di quota di mercato per identificare i marchi più rappresentativi del mercato. Un campione di 326 (edulcoranti da tavola inclusi) di alimenti, bevande e integratori alimentari contenenti edulcoranti intensi sono stati raccolti e analizzati al fine di stabilire i livelli di concentrazione. Gli edulcoranti intensi sono stati trovati soltanto in alimenti di 8 categorie di alimenti senza zucchero sulle 37 regolato. L’esposizione alimentare è stata stimata utilizzando l’approccio a più livelli. I Dati sul consumo alimentare dall’ultima indagine nazionale italiana (INRAN-SCAI 2005-06) sono stati combinati con livelli massimi al livello 2 e con la concentrazione effettiva di edulcoranti nei prodotti alimentari raccolti al Livello 3. L’esposizione stimata tra i consumatori di dolcificanti in Italia è stato ben di sotto le DGA, in entrambi i livelli; bevande non alcoliche, edulcoranti da tavola e gli integratori alimentari sono stati i maggiori contributori all’esposizione.

Sintesi

Dopo aver raccolto ed analizzato un campione rappresentativo di 326 alimenti contenenti dolcificanti a basso contenuto calorico e con stima dell’esposizione alimentare utilizzando l’approccio a più livelli, lo studio di Le Donne et al. conclude che non vi è nessun rischio legato al consumo di prodotti senza zucchero in Italia. In particolare, il presente studio conferma che l’assunzione quotidiana tra i consumatori di fonti alimentari di edulcoranti ipocalorici in Italia è ben di sotto della DGA considerando tutte le classi di età e sesso. Infatti, il rischio di superare la DGA dei dolcificanti studiati sui consumatori italiani è risultato molto basso, sia a livello di approccio più conservativo (livello 2) che quando i livelli di concentrazione effettiva negli alimenti sono stati presi in considerazione (Tier 3). Ulteriori studi, condotti in precedenza in Italia, inoltre hanno mostrato che le assunzioni sono significativamente inferiori alla DGA stabilita per i rispettivi dolcificanti, sia nella popolazione degli adolescenti (Leclercq et al, 1996) e negli adulti (Arcella et al, 2004; Vin et al., 2013).

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