Effetti metabolici dell’aspartame nell’età adulta: analisi sistematica e meta-analisi di sperimentazioni cliniche randomizzate

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Autore(i): Santos NC, de Araujo LM, Canto GDL, Guerra ENS, Coelho MS & Borin MdF
Publication name: Critical Reviews in Food Science and Nutrition, 2017, April 10. DOI: 10.1080/10408398.2017.1304358
Publication year: 2017

Abstract

ELEMENTI DI BASE I dati sui pericoli e i benefici associati al consumo di aspartame, dolcificante non nutritivo consumato in tutto il mondo, sono ancora controversi. L’analisi e la metanalisi sistematica delle sperimentazioni controllate randomizzate intendevano valutare l’effetto del consumo di aspartame sui parametri metabolici relativi al diabete e all’obesità.
METODI: La ricerca è stata eseguita su Cochrane, LILACS, Pubmed, SCOPUS, Web of Science e i relativi database e su letteratura grigia suando Open Grey, Google Scholar e Proquest Dissertations & Theses Gobal. Le ricerche svolte su tutti i database sono state condotte dai dati meno recenti per arrivare al 13 aprile 2016, senza restrizioni di lingua e di data. Sono state calcolate le differenze medie raccolte usando un modello random o ad effetti fissi per studi eterogenei e omogenei, rispettivamente.
RISULTATI: Ventinove articoli sono stati inclusi nella sintesi qualitativa e dodici, che presentavano risultati numerici, sono stati utilizzati nella metanalisi. Glucosio nel sangue a digiuno (mmol/L), livelli di insulina (?U/mL), colesterolo totale (mmol/L), concentrazioni di trigliceridi (mmol/L), colesterolo lipoproteina ad alta densità (mmol/L), peso corporeo (kg) e assunzione di energia (MJ): sono stati tutti considerati quali risultati principali in soggetti che hanno consumato aspartame e i risultati sono stati presentati come (differenza media: % intervallo di fiducia, range). Il consumo di aspartame non è stato associato ad alterazioni sui livelli del glucosio nel sangue rispetto al controllo (?0,03 mmol/L; 95% Cl, ?0,21 a 0,14) o al sucrosio (0,03 mmol/L; 95% Ci ?0,05 a 0,67) e ai livelli di insulina rispetto al controllo (0,13 ?U/mL; 95% Cl, ?0.69 a 0,95) o al sucrosio (2,54 ?U/mL; 95% Cl, ?6,29 a 11,37). Il colesterolo totale non è stato influenzato dal consumo di aspartame rispetto al controllo (?0,02 mmol/L; 95% CI, ?0,31 a 0,27) o al saccarosio (?0,24 mmol/L; 95% CI, ?0,89 a 0,42). Le concentrazioni di trigliceridi non sono state influenzate dal consumo di aspartame rispetto al controllo (0,00 mmol/L; 95% CI, ?0,04 a 0,05) o al saccarosio (0,00 mmol/L; 95% CI, ?0,09 a 0.09). I livelli di siero ad alta densità lipoproteina del colesterolo erano superiori sull’aspartame rispetto al controllo (?0,03 mmol/L; 95% CI, ?0,06 a ?0,01) e inferiore all’aspartame rispetto al saccarosio (0,05 mmol/L; 95% CI, 0,02 a 0,09). Il peso corporeo non è cambiato dopo il consumo di aspartame rispetto al controllo (5,00 Kg; 95% CI, ?1,56 a 11,56) o al saccarosio (3,78 Kg; 95% CI, ?2,18 a 9,74). L’assunzione di energia non è stata alterata dall’aspartame rispetto al controllo (?0,49 MJ; 95% CI, ?1,21 a 0,22) o al saccarosio (?0,17 MJ; 95% CI, ?2,03 a 1,69).
CONCLUSIONI: I dati relativi agli effetti dell’aspartame sulle principali variabili metaboliche associate al diabete e all’obesità non confermano un beneficio collegato al suo consumo.

Sintesi

I risultati delle sperimentazioni cliniche compresi in questa analisi sistematica indicano che l’uso di aspartame non promuove l’assunzione di peso e in alcuni casi produce una modesta perdita di peso, elemento coerente con la riduzione calorica associata alla loro presenza nella dieta, e contrariamente ai risultati della metanalisi presentata in questo documento. questo è anche in linea con analisi precedenti sistematiche, ad esempio De la Hunty et al., 2006, Miller and Perez 2014, e Rogers et al. 2016.

Inoltre, l’analisi conclude che il consumo di aspartame non era associato ad alterazioni del glucosio del sangue e dei livelli di insulina rispetto al controllo o al sucrosio. Le concentrazioni totali di colesterolo e trigliceridi non sono state influenzate dal consumo di aspartame, mentre i livelli del siero ad alta densità lipoproteina del colesterolo sono risultati più alti sull’aspartame rispetto al controllo, e inferiori all’aspartame rispetto al sucrosio.

Gli autori, soprendentemente, concludono “ sebbene non siano stati riscontrati effetti deleteri associati al consumo di aspartame sulle variabili studiate, non c’è supporto alla raccomandazione di consumo di aspartame come dolcificante con lo scopo di soddisfare le necessità dietetiche per il controllo del diabete e dell’obesità secondo gli studi valutati”, sebbene l’effetto benefico dei dolcificanti ipocalorici sul glocosio post-prandiale, rispetto agli alimenti con zucchero, sia riconosciuto come presidio sanitario dall’EFSA e il fatto che le sperimentazioni cliniche randomizzate e le precedenti analisi e metanalisi supportino una modesta perdita di peso quando i dolcificanti ipocalorici siano utilizzati in sostituzione dello zucchero.

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