Bevande zuccherate e zuccherate artificilamente e i rischi di infarto e demenza: uno studio propettico di coorte

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Autore(i): Pase MP, Himali JJ, Beiser AS, Aparicio HJ, Satizabal CL, Vasan RS, Seshadri S, Jacques PF
Publication name: Stroke, 2017 May; 48(5): 1139-1146. doi: 10.1161/STROKEAHA.116.016027
Publication year: 2017

Abstract

Sintesi e finalità: L’assunzione di zucchero e di bevande dolcificate artificialmente è stata associata a fattori di rischio cardiometabolic che aumentano il rischio di malattie cerebrovascolari e di demenza. Abbiamo esaminato se il consumo di bevande zuccherate o artificialmente dolcificate fosse associato a rischi di infarto o di demenza nello studio di coorte comunitario Framingham Heart Study Offspring cohort.
Metodi: Abbiamo studiato 2888 partecipanti con più di 45 anni per il rischio di infarto (età media 62 [SD, 9] anni; 45% uomini) e 1484 partecipanti con età superiore a 60 per la demenza (età media 69 [SD, 6] anni; 46% uomini). L’assunzione di bevande è stata quantificata usando un questionario sulla frequenza alimentare a esami di coorte 5 (1991-1995(, 6 (1995-1998) e 7 (1998-2001). Abbiamo quantificato il consumo recente ad esame 7 e il consumo cumulativo facendo la media degli esami incrociati. La sorveglianza per eventi avversi è iniziata all’esame 7 ed è continuata per 10 anni, Abbiamo osservato 97 casi di infarto (82 ischemici) e 81 asi di demenza (63 coerenti con l’Alzheimer).
Risultati:Dopo i correttivi per età, sesso, educazione (per l’analisi della demenza), assunzione calorica, qualità della dieta, attività fisica e fumo, l’assunzione maggiore recente e la maggiore assunzione cumulativa di bevande leggere dolcificate artificialmente erano collegate ad un rischio maggiore di infarto ischemico, demenza per tutte le cause e demenza da Alzheimer. Quando si raffronti l’assunzione cumulativa giornaliera a 0 per settimana (riferimento) i tassi di rischio sono stato del 2,96 (95% dell’intervallo di fiducia, 1,26-6,97), per ‘infarto ischemico e 2,89 (95 dell’intervallo di fiducia, 1,18-7,07) per l’Alzheimer. Le bevande dolcificate con zucchero non sono state associate a infarto o a demenza.
Conclusioni:Il consumo di bevande leggere dolcificate artificialmente è stato associato ad un maggiore rischio di infarto e di demenza.

Sintesi

Usando i dati prospettici del Framingham Offspring Cohort, i risultati di Pase et al. non forniscono prova o meccanismo plausibile di un collegamente causale tra il consumo di bevande dietetiche e l’infarto e la demenza. Elemento importante, in questa analisi l’associazione suggerita con l’infarto e la demenza si è attentuata o è scomparsa dopo la regolazione dei fattori di rischio di diabete e vascolari, come l’alta pressione sanguigna.

In effetti, quando presa in considerazione l’ipertensione, fattore individuale di rischio altissimo per l’infarto, nella analisi statistica, l’associazione tra le bevande dietetiche e tutti gli eventi infartuali si è attenuata. Similmente, la grandezza dell’associazione delle bevande dietetiche con la demenza è diminuita significativamente quando gli autori hanno considerato l’influenza del diabete come potenziale fattore di confondimento.

Da notare che i risultati del loro studio osservazionale sono basati solo su un piccolo gruppo di 87 casi di infarto e 81 casi di demenza su un totale di 2888 partecipanti oltre i 45 anni e 1484 partecipanti sopra i 60 anni che sono stati inclusi nell’analisi di infarti e demenza, rispettivamente. Inoltre, non si è rilevata tendenza convincente nel rischio, ossia nel tasso di pericolo di infarto ischemico che era già due volte superiore tra i consumatori occasionali di bevande ipocaloriche dolcificate.

Quindi, non c’è prova che le bevande dolcificate ipocaloriche causino infarto o demenza sulla base di questa analisi. Per ulteriori informazioni, leggere la dichiarazione ISA facendo click qui.

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