I dolcificanti ipocalorici ci possono aiutare a ridurre l’assunzione di zucchero?

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su email

Messaggi da portare a casa da un webinar della British Nutrition Foundation (BNF) (Fondazione Britannica per la Nutrizione)

 

Sintesi:

  • Nella situazione attuale, in cui l’obesità costituisce una delle principali preoccupazioni a livello di sanità pubblica, i dolcificanti ipocalorici offrono uno strumento utile per la riformulazione che consenta di raggiungere una riduzione dello zucchero e delle calorie in alcuni prodotti.
  • Molte autorità in ambito sanitario sostengono che la sostituzione degli zuccheri con dolcificanti ipocalorici può essere d’aiuto nella riduzione dell’energia e, quindi, nella gestione del peso. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare ha approvato le indicazioni sanitarie sui dolcificanti ipocalorici per quanto riguarda la salute dei denti e il controllo del glucosio postprandiale.
  • In base all’evidenza attualmente disponibile, pare che l’esposizione al dolce possa portare ad una riduzione in termini di preferenza e assunzione di alimenti dolci a breve termine, ma è necessaria dell’altra ricerca per capire quali sono gli effetti a più lungo termine.

In un’epoca in cui le politiche per contribuire a ridurre l’epidemia dell’obesità sono oggetto di dibattito ed implementazione in tutta Europa, le strategie che possono contribuire a ridurre l’assunzione eccessiva di energia, grasso o zucchero nella popolazione sono particolarmente interessanti per scienziati, professionisti della sanità, esperti di salute pubblica e per l’industria alimentare. In tale contesto, un workshop on-line organizzato dalla British Nutrition Foundation (BNF)il 16 maggio 2018, dal titolo “Una soluzione dolce: I dolcificanti ipocalorici possono aiutarci a ridurre l’assunzione di zucchero?”, ha fornito informazioni scientifiche nuove e interessanti in merito a questo argomento.

Il ruolo dei dolcificanti ipocalorici nella riduzione di energia e zucchero, nonché nella gestione del peso, è stato affrontato in occasione di questo webinar da esperti britannici in questo ambito scientifico, tra cui Sara Stanner, che ha aperto il webinar a nome della BNF, e il Prof. Peter Rogers, dell’Università di Bristol, il Dott. Duane Mellor, dell’Università di Coventry e dell’Associazione Dietetica Britannica, la Prof.ssa Katherine Appleton, dell’Università di Bournemouth e la Dott.ssa Una Masic, dell’Università di Liverpool, Regno Unito. In questo articolo si riassumono i punti salienti di ogni relazione.

I dolcificanti ipocalorici possono contribuire a ridurre l’assunzione di energia

Riducendo il contenuto calorico dei prodotti alimentari e delle bibite, ci si può aspettare che i dolcificanti ipocalorici possano ridurre l’assunzione globale di calorie e, quindi, diminuire il peso corporeo. Gli effetti sulla perdita del peso dipendono naturalmente dall’entità della riduzione calorica nei prodotti e possono essere influenzati dalle dinamiche del controllo del peso. Presentiamo i dati da un recente lavoro di revisione sistematica, il Prof. Peter Rogers ha concluso che, ad oggi, l’evidenza sulla base di studi umani controllati indica chiaramente che il consumo di dolcificanti ipocalorici al posto dello zucchero può contribuire a ridurre l’assunzione globale di calorie, dal momento che le calorie “risparmiate” con la sostituzione di dolcificanti calorici con ipocalorici non vengono completamente compensate. Pertanto, i dolcificanti ipocalorici possono anche contribuire alla perdita di peso se vengono consumati nell’ambito di un programma di gestione del peso e di una dieta che controlli l’assunzione di calorie.

Strumenti utili per una dieta più sana a livello globale

Presentando l’approccio dietetico e più pratico, il Dott. Duane Mellor ha presentato il ruolo dei dolcificanti ipocalorici nell’ambito di una dieta globale sana. A livello nutrizionale, l’approccio corretto consiste nel considerare la qualità della dieta come un tutt’uno, piuttosto di concentrarsi sugli ingredienti individuali o sulle singole sostituzioni. Quindi, nell’ambito di una dieta globale sana, i dolcificanti ipocalorici possono rappresentare un mezzo per contribuire a ridurre l’assunzione di energia e, soprattutto, di zucchero, e possono diventare uno strumento utile per le persone con problemi di gestione del peso e per i diabetici. Il Dott. Mellor ha sottolineato anche l’importanza di godere del cibo che mangiamo, pur mirando ad una dieta più sana, e il fatto che la riduzione dell’assunzione di zucchero può a volte andare contro il primo aspetto; i dolcificanti ipocalorici possono contribuire a sostituire una parte dello zucchero pur mantenendo il piacere del dolce nella dieta, ma come per qualsiasi ingrediente individuale del cibo, questi devono essere consumati nell’ambito di una dieta globale sana.

Come può influenzare l’assunzione di cibo dolce un’esposizione ripetuta al sapore dolce?

L’impatto del consumo di alimenti dolci sulla conseguente preferenza generalizzata per il dolce e l’assunzione di altro cibo dal sapore dolce è stato affrontato dalla Prof.ssa Katherine Appleton, che ha presentato l’ultima evidenza in questo ambito, sulla base di una revisione sistematica della letteratura di recente pubblicazione. La Prof.ssa Appleton ha notato che, pur essendo necessari ulteriori studi su questo argomento, l’evidenza attuale sulla base di studi controllati suggerisce che una maggiore esposizione al sapore dolce tende a portare ad una minore preferenza per il dolce a breve termine. Pertanto, l’esposizione al sapore dolce di alimenti con bassi livelli di zucchero, ad esempio quelli addolciti con dolcificanti ipocalorici, potrebbe non solo sostituire il consumo degli zuccheri, ma anche ridurre il desiderio di sapore dolce da altre fonti. Anche se sono necessari ulteriori studi per confermare questo effetto benefico a più lungo termine, l’evidenza attuale chiaramente non sostiene la nozione per cui l’esposizione al dolce possa portare all’abitudine o a una maggiore preferenza per il dolce o che riducendo l’esposizione al dolce sia possibile cambiare la nostra preferenza futura nei confronti degli, o ridurre l’assunzione di, alimenti dolci.

Un argomento di grande interesse scientifico

Sono stati avviati nuovi progetti di ricerca a più lungo termine per studiare l’impatto dei dolcificanti ipocalorici sulla gestione del peso e sui parametri psicologici e fisiologici a lungo termine, che forniranno nuovi interessanti risultati. La Dott.ssa Una Masic ha presentato il protocollo dello studio (ancora in corso) SWITCH (EffectS of non-nutritive sWeetened beverages on appetITe during aCtive weigHt loss – Effetti delle bibite dolcificate non-nutritive sull’appetito durante la perdita di peso attiva), uno studio controllato randomizzato di 2 anni di durata che analizza l’effetto delle bibite dolcificate con dolcificanti ipocalorici sulla perdita del peso e il mantenimento del peso a lungo termine, rispetto all’acqua.

Messaggi da portare a casa

L’evidenza attuale sostiene che i dolcificanti ipocalorici possono contribuire a ridurre la nostra assunzione quotidiana di energia e zucchero e ci possono aiutare a soddisfare la nostra preferenza innata per il dolce. Possono anche essere utili come trampolino di lancio verso una dieta più salutare, che offrirebbe ancora il piacere del dolce, ma con meno zucchero. Ovviamente, però, per contribuire alla perdita del peso, devono essere consumati nell’ambito di un programma di gestione del peso comportamentale e nel contesto di una dieta globale sana. Quando si parla della nostra dieta, le nostre scelte in questo ambito possono fare la differenza in termini di maggiore qualità dietetica.

Ulteriori informazioni sul webinar della BNF

La sostituzione dello zucchero con dolcificanti ipocalorici è una strategia potenziale per ridurre l’assunzione di energia nella lotta contro l’obesità in tutta l’UE. La Fondazione Britannica per la Nutrizione (BNF) ha ospitato un webinar con relatori esperti il cui obiettivo era aumentare la nostra conoscenza dei dolcificanti ipocalorici, compresa la loro sicurezza e se possono essere utili nella riduzione degli zuccheri e nella gestione del peso.

Si può accedere al webinar attraverso il sito web della BNF, ed è disponibile in inglese, francese e spagnolo: www.nutrition.org.uk/bnf-talks.html?bnf-webinars

  1. Appleton KM, Tuorila H, Bertenshaw EJ et al. (2018) Sweet taste exposures and the subsequent acceptance and preference for sweet taste in the diet: Systematic review of the published literature. American Journal of Clinical Nutrition; 107:405-19.
  2. Rogers PJ, Hogenkamp PS, de Graaf C et al. (2016) Does low-energy sweetener consumption affect energy intake and body weight? A systematic review, including meta-analyses, of the evidence from human and animal studies. Int J Obes; 40:381-394
  3. Masic U, Harrod JA, Christiansen P et al. (2017) EffectS of non-nutritive sWeetened beverages on appetITe during aCtive weigHt loss (SWITCH): Protocol for a randomized, controlled trial assessing the effects of non-nutritive sweetened beverages compared to water during a 12-week weight loss period and a follow up weight maintenance period. Contemp Clin Trials; 53:80-88