Nessun effetto dei dolcificanti ipocalorici utilizzati nelle bibite sull'assunzione di cibo e sulla


Posted: 21 marzo 2018

Risultati di un nuovo studio che ha messo a confronto gli effetti delle bibite con dolcificanti ipocalorici e dell'acqua sul comportamento alimentare di adulti sani

Sintesi:

  • Le bibite con dolcificante ipocalorici e l'acqua non hanno alcuna differenza in termini di impatto sull'assunzione di calorie, zucchero e alimenti dolci, in seguito a consumo intenso o a più lungo termine, secondo un nuovo studio
  • Il desiderio di dolce non aumenta con i dolcificanti ipocalorici, né nei consumatori non-frequenti, né in seguito ad un periodo di adattamento
  • Questi risultati dimostrano che l'assunzione di bevande con dolcificanti ipocalorici non altera il comportamento alimentare dei consumatori non-abituali o frequenti di dolcificanti ipocalorici.
  • Quando sostituiscono lo zucchero, i dolcificanti ipocalorici possono aiutare a ridurre l'assunzione globale di energia e zucchero, per cui possono essere degli strumenti utili nel controllo delle calorie e nella gestione del peso.

La gente usa cibi e bevande con dolcificanti ipocalorici, nonché dolcificanti da tavola, per un motivo molto semplice; ridurre il consumo di zucchero e quindi aiutare nella gestione dell'assunzione delle calorie quotidiane. Di fatto, cioè risponde all'uso previsto degli stessi e a ciò che ci si può aspettare come benefici dell'uso dei dolcificanti ipocalorici. Esistono molti studi sugli esseri umani, intensi o più a lungo termine, che dimostrano che l'uso dei dolcificanti ipocalorici al posto dello zucchero può aiutare a ridurre l'assunzione globale di calorie, e quindi aiutare nel tentativo di perdere peso, all'interno di una dieta a calorie controllata1.

Anche se è ragionevole che gran parte degli studi comparino i dolcificanti ipocalorici e gli alimenti e le bibite che li contengono allo zucchero e a prodotti zuccherosi, per quanto riguarda gli effetti sull'energia e sull'assunzione di cibo o l'appetito, sono stati sollevati dei dubbi circa il loro uso da parte dei consumatori non-frequenti di dolcificanti ipocalorici, o in merito al loro impatto sull'appetito, il desiderio e il consumo di alimenti dolci rispetto, ad esempio, all'acqua. Per questo, un nuovo trial clinico di Fantino et al2 che ha esaminato gli effetti a breve e più lungo termine delle bibite con dolcificante ipocalorici rispetto all'acqua sull'appetito e sull'assunzione di cibo in consumatori non abituati e dopo un periodo di adattamento, è particolarmente importante, dal momento che fornisce evidenza per rispondere alle domande sopra indicate.

La voglia e il consumo di alimenti dolci non sono influenzati dai dolcificanti ipocalorici

Questo nuovo trial controllato randomizzato (RCT)2 su un campione di 166 adulti sani francesi mirava a valutare l'ipotesi che le bibite contenenti dolcificanti ipocalorici non hanno alcuna differenza rispetto all'acqua in termini di impatto sull'assunzione di calorie, zucchero e cibo o sull'appetito. Per poter valutare tale ipotesi, lo studio ha coinvolto partecipanti non-consumatori di dolcificanti ipocalorici, e sono stati analizzati gli effetti del consumo in orario dei pasti, prima e dopo l'adattamento, nella fase acuta o in seguito ad un'esposizione più a lungo termine, in condizioni controllate in laboratorio oppure a casa.

Per quanto riguarda gli effetti pre-adattamento nei partecipanti non-consumatori, un consumo giornaliero elevato di bibite con dolcificanti ipocalorici nell'orario dei pasti (3 x 330 mL per due giorni) non ha modificato la loro assunzione totale di energia rispetto allo stesso consumo di acqua. L'assunzione di zucchero è stata inferiore con le bibite con dolcificanti ipocalorici in condizioni di laboratorio e i livelli di fame, pienezza e desiderio di mangiare nel corso di tutta la giornata erano molto simili tra le bibite dolcificate e l'acqua.

Dopo un periodo di adattamento di 5 settimane, l'assunzione totale di calorie e cibo non è cambiata nel gruppo con dolcificante ipocalorici rispetto al gruppo di controllo (acqua) e, come previsto, non ci sono state differenze in termini di peso corporeo tra i due gruppi. Inoltre, non c'è stato nessun aumento in termini di selezione e consumo di alimenti dolci e nessun effetto sui livelli di appetito, fame, pienezza e desiderio di mangiare.

Scoperte dello studio nell'ambito della gestione della dolcezza

Uno dei risultati fondamentali di questo studio è che a livello globale il comportamento alimentare e l'appetito, la selezione e il consumo di alimenti dolci non sono stati influenzati da un'esposizione intensa o più a lungo termine ai dolcificanti ipocalorici. Quindi, in linea con studi precedenti3,4, questi risultati non sostengono le teorie secondo cui i dolcificanti ipocalorici possono promuovere l'assunzione di cibo e il guadagno di peso corporeo scatenando la golosità e alterando le abitudini alimentari.5 Come sottolineato dal Professor Marc Fantino, ricercatore principale di questo studio, in un'intervista video: “Il nostro studio dimostra chiaramente che il consumo di bevande con dolcificanti ipocalorici [in pratica zero calorie], non ha alcun impatto negativo sul comportamento alimentare rispetto all'acqua, né a breve, né a lungo termine.

Mentre l'attenzione della ricerca si è concentrata sul confronto tra le bibite dietetiche e quelle zuccherate, pochi studi sperimentali hanno confrontato gli effetti a lungo termine delle bevande con dolcificanti ipocalorici rispetto all'acqua. È proprio qui dove il presente studio dal disegno di non inferiorità porta a un'evidenza aggiuntiva in questo ambito e conferma che un'esposizione intensa e più a lungo termine ai dolcificanti ipocalorici nelle bibite, rispetto all'acqua, non modifica le risposte di assunzione del cibo in termini di assunzione di energia totale e non aumenta la selezione e il consumo di cibi contenenti zucchero. Di fatto, alcuni hanno ridotto significativamente l'assunzione di zucchero e la selezione di alimenti dolci nel gruppo con dolcificante ipocalorici, sia in condizioni intense che in seguito all'adattamento, e ciò suggerisce che le bevande con dolcificanti ipocalorici nell'orario dei pasti possono saziare il desiderio di dolce in adulti con un peso normale, in linea con le osservazioni precedenti.

Nell'ambito del dibattito sui dolcificanti ipocalorici e sugli effetti sul desiderio di dolce, il Professor Fantino ha chiarito che: “Contrariamente a quanto affermato più volte, e in merito agli effetti dei dolcificanti intensi sulle abitudini alimentari, 'il dolce non necessariamente stimola il desiderio di alimenti dolci'. Nel nostro studio, per entrambi i tipi di consumatori, il fatto di bere bibite con dolcificanti ipocalorici non ha portato ad un aumento nella loro preferenza nei confronti di alimenti dolci rispetto a quelli salati, né ha cambiato la loro scelta di cibo o la loro sensazione di fame e sazietà.

Per ulteriori informazioni su questo studio, vi invitiamo a guardare l'intervista video (disponibile in inglese) con il Professor Marc Fantino, Francia, sotto o facendo clic qui.

Riferimenti

  1. Rogers, P. J., Hogenkamp, P. S., de Graaf, et al. Does low-energy sweetener consumption affect energy intake and body weight? A systematic review, including meta-analyses, of the evidence from human and animal studies. Int J Obes (Lond) 2016;40:381-94
  2. Fantino M, Fantino A, Matray M, Mistretta F. Beverages containing low energy sweeteners do not differ from water in their effects on appetite, energy intake and food choices in healthy, non-obese French adults. Appetite 2018; Mar 8. pii: S0195-6663(18)30066-7. doi: 10.1016/j.appet.2018.03.007. [Epub ahead of print]
  3. Rogers, P. The role of low-calorie sweeteners in the prevention and management of overweight and obesity: evidence v. conjecture. Proceedings of the Nutrition Society, 2017 Nov 23: 1-9
  1. Bellisle, F. Intense Sweeteners, Appetite for the Sweet Taste, and Relationship to Weight Management. Curr Obes Rep 2015;4:106-10
  2. Burke, M. V. & Small, D. M.. Physiological mechanisms by which non-nutritive sweeteners may impact body weight and metabolism. Physiol Behav 2015;152:381-8.